Da Montecitorio al Monte di Pietà. Ecco la capitale degli orologi storici

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L'orologio del recentemente ristrutturato Palazzo Wedekind che condivide con lo spazio di Palazzo Chigi l’obelisco, fa da teatro alla mille fibrillazioni della politica italiana. 

L'orologio che si affaccia su Piazza di Montecitorio è in realtà 3 minuti secondi avanti. 

Mentre si visita la capitale d’Italia abbassare lo sguardo sul proprio smartphone per controllare l'ora è ormai una consuetudine comune a tutti, un movimento quasi istintivo. 

Ma sarebbe un peccato lasciarsi passare inosservata la bellezza e la storicità dei segnatempo che abbelliscono le facciate di alcuni degli edifici più belli della città. 

Una passeggiata nel centro di Roma andrebbe fatta sempre a testa alta. 

La prima tappa di questo viaggio fra i bellissimi orologi storici della Capitale, il tempio dell'amministrazione della città. 

Il campanile di Palazzo Senatorio si affaccia su Piazza del Campidoglio e l'orologio è di una precisione disarmante. 

Scendiamo quindi verso Piazza Venezia, si arriva in Via del Corso, verso Piazza Colonna.

 

Da Montecitorio si giustificano cos’: ”Il meccanismo è programmato elettronicamente, ma il peso della lancetta dei minuti determina, giorno dopo giorno, un leggero scostamento nell'orario, che viene corretto quando diventa eccessivo".

 

Il quadrante del palazzo Wekedin: precisione assoluta

 

L’ascesa ai poteri dello stato temina in Piazza del Quirinale. 

Sulla torre dove sventolano le bandiere che circondano la campana al di sotto della quale spicca lo sfondo blu dell'orologio decorato con oro e come caratteristica ha una sola lancetta. 

L’orologio mostra solo sei numeri romani, di cui quattro sono indicati con altrettanti bastoncini, in onore di una numerazione e un sistema di numerazione del tempo che ha caratterizzato la parabola dello Stato Pontificio.

Da Montecitorio al Monte di Pietà. Ecco la capitale degli orologi storici

Questo fino all’invasione napoleonica, che ha portato con essa la scansione di dodici ore universalmente adottata oggi. 

Spostandosi poi verso il Tevere si incontra nuovamente la tradizione italica. 

Non ci sono più numeri nel quadrante della facciata del liceo Visconteo, in Piazza del Collegio Romano, ma una freccia d'argento che ruota attorno al perno centrale rimane ferma al suo posto.

 

Poco prima di Piazza Navona vi è la facciata dell'Archivio di Stato, dove la numerazione delle dodici ore invece ritorna nel corso del Rinascimento.

Qui il segnatempo mostra i sei e ventisei minuti. 

Osservando il cimelio di Piazza dell'Orologio, si notano i numeri, lasciati orfani di cui di solito li indicavano a turno, stretti tra la nicchia che mostra un'effigie colorata della Madonna col Bambino e le tre campane dell'arco superiore. 

Ci spostiamo quindi lungo Via dei Giubbonari fino a Piazza del Monte di Pietà.

 

Il palazzo che porta lo stesso nome aveva il suo orologio alla fine del XVIII secolo, ma il suo funzionamento venne viziato sin dall'origine. 

La leggenda racconta che l'orologiaio, per un compenso considerato scarso, sabotò alcuni ingranaggi è firmò la sua opera con questi versi: "Per non esser state a nostre patte, orologio del Monte sempre matte". Quindi: accordi saltati, orario impazzito. 

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